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Con la tematica musica si intende proporre agli studenti coinvolti, una riflessione sulla funzione sociale che la musica ricopre nella società sarda e in particolare nei paesi che ricadono all’interno del Parco Letterario.
Gli studenti, attraverso la ricerca sul campo, hanno censito le espressioni culturali in ambito musicale delle comunità di appartenenza. La memoria degli anziani e degli adulti consentirà di porre un ponte cronologico tra gli scritti deleddiani e l’attualità vissuta dagli allievi.
La musica sarda ha una ruolo preminente nella rappresentazione che la Sardegna offre di sé all'esterno. Per gli stessi sardi, la propria musica e le proprie danze, incarnano una forte componente di diversità rispetto al resto dell'Italia.
Nella tradizione degli studi si é oscillato tra le analisi dei vari linguaggi sonori in Sardegna e gli aspetti funzionali, su come il mondo sonoro si collegava alle tradizioni e agli atti rituali.
In questo lavoro si è posto l'accento con gli alunni su un altro aspetto: sulla presenza dei suoni nella vita culturale più interiore del popolo sardo. Su una presenza sonora che va da una dimensione segreta, domestica, quasi intimistica - canti di culla, canti di morte, comunicazione interpersonale all'interno delle pareti domestiche - sino al momento clamoroso della rappresentazione sonora che può essere rappresentazione canora della gara o rappresentazione pubblica dell'evento musicale attraverso la danza, il canto polifonico o attraverso l'esecuzione strumentale di un ballo.
Collante "colto" e riferimento "storico" tra le varie tradizioni locali messe in evidenza con le scolaresche sono state alcune pagine deleddiane in cui appaiono momenti di canto, di danza e uso di strumenti musicali.
La cultura sarda é una cultura prevalentemente orale e nell'oralità vi é una presenza forte di fatti sonori che accompagna la vita interiore delle persone. Oralità significa anche trasmissione dei saperi, delle conoscenze, delle capacità tecnologiche, dunque presuppone un deposito di sentenze, una presenza di cultura, una coscienza di sé attraverso formule inconsce o meno che testimoniano una vita culturale intensa e ricca.
L'oralità é un valore che ha bisogno di riconfermarsi attraverso la ripetizione, il richiamo continuo, il ribadire i suoi valori per rinforzare la tradizione. Se il manufatto a un certo punto si cristallizza la cultura orale non può cristallizzarsi, proprio perché nel momento in cui si manifesta si misura con la coscienza dell'individuo e col rapporto che si instaura con gli altri. Vi è un esprimersi in forme mutevoli sempre nuove, sempre diverse, sempre trasformate proprio perché non c'é una cristallizzazione ma c'é una continua restituzione e adattamento di questi materiali al nuovo.
I sardi hanno una forte coscienza della loro cultura e della loro identità musicale, tanto da poter essere efficacemente proposta in termini di rappresentazione di se stessi.
Spesso purtroppo indulgendo in atteggiamenti che sono di tipo folkloristico, in comportamenti che sono legati proprio all'idea del pittoresco, dell'esotico e tutto ciò affligge molto la Sardegna attraverso i suoi visitatori. Ma anche in questa debolezza vi é un aspetto del quale non ci si può non interessare ed é come la proliferazione dei cosiddetti gruppi folkloristici, quelli di danza,
etc., risponda a un'ansia aggregativa, a un bisogno di associazionismo che tra l'altro consente un gioco di trasmigrazione tra un'area culturale e l'altra.
La musica sarda rappresenta valori musicali autentici, valori musicali che reggono anche l'impatto delle analisi più sofisticate e quando esce anche dai confini dell'isola ed é proposta in sedi adeguate dove si privilegiano il momento dell'ascolto e della fruizione attenta, vince, si afferma, offre emozioni che sono ben al di là del dato puramente folkloristico.
A cura di Enzo Liborio Vacca
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