La lingua e la cultura sarda nell'opera di Grazia Deledda
I colori nelle opere e nei ricordi della tradizione

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A. Ballero, Ritratto di mia madre a 81 anni

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A. Ballero, Ritratto di mia madre a 81 anni

Il significato del nero

Il colore nero ha sempre rappresentato in tutte le culture antiche, il simbolo del buio e della morte. Anche nei romanzi di Grazia Deledda le tinte scure, buie, cupe e tenebrose segnalano l'approssimarsi di sciagure e catastrofi. Negli scritti deleddiani, il nero dipinge anche gli oggetti che annunciano dolore e sofferenza.

Nel romanzo "La via del male" uno dei personaggi, Maria Noina sogna una lettera listata di nero.

Questa notte ho sognato di ricevere una lettera listata di nero. Non so, non arrivai a leggerla, perché mi pareva che ci avessi gli occhi malati. (1)

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(1)
G. Deledda, La via del male, Speirani, Torino 1896. Newton, Roma, 1994, p. 263.

Ma il nero in alcuni casi diventa simbolo di sacralità: nelle cerimonie funebri e il venerdì santo gli abiti dei sacerdoti sono neri. Il suo uso in arredi e oggetti sacri arriva ad avere anche una caratterizzazione positiva:

In alcuni crocifissi: Il prete abbracciava un Cristo nero e sanguinante che stava sul pulpito, e piangeva e gridava: "Dio mio, Signore mio, perdonate a quelli che non sanno quel che si fanno". (2)

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(2)
G. Deledda, Colombi e sparvieri, Newton, Milano, 1997, p. 482.

Quello non era San Giovanni dipinto (...) ma Gesù Cristo steso crocifisso, scolpito e messo su una croce di legno nero. (3)

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(3)
G. Deledda, Fior di Sardegna, Casa Editrice Madella, Sesto San Giovanni 1914, p. 130.

Nei rosari:

Trasse un piccolo rosario nero con la crocetta di metallo e glielo versò piano piano sulla mano come ad una bambina. (4)

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(4)
G. Deledda, Le colpe altrui, Treves, Milano, 1914, p. 41.

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